domenica 14 aprile 2013

GENIOCITY

by Cristina

 

La città come testo

La città è considerata - dal punto di vista semiotico - una realtà espressiva che si rinnova e si ridefinisce continuamente, un tutto organico dotato di un’identità relativamente stabile. Lo spazio urbano è sempre plurale, complesso e indefinito.
Per queste sue caratteristiche la città si definisce in semiotica come discorso: una pratica significante la quale però proietta alle sue spalle un testo che è sempre “in movimento”. La città è viva, cambia materialmente il senso che proietta, ma in ogni tempo è stabile e leggibile come un libro. Non è solo un segno, qualcosa che abbia un significato unico e un significante stabile, né certamente un singolo messaggio che qualcuno recapiti ad altri, ma un testo: etimologicamente un tessuto (vedi l’espressione "tessuto urbano") o piuttosto un intreccio di elementi di senso.
La sua natura discorsiva ne fa anche un testo vivente, in continua trasformazione, che conserva tracce del passato ma si riscrive in ogni sua parte con ritmo diverso attraverso il sorgere di nuovi quartieri, case, strade, monumenti, mantenendo o rifacendo quelli che ci sono; aggiungendo elementi decorativi come insegne, cartelloni... o elementi deturpanti come graffiti, affissioni, scritte; riempiendosi di merci, automobili, ma anche di persone con il loro abbigliamento.
Si tratta dunque di un testo ricco e complesso che pone enormi problemi di interpretazione, ma che in genere è perfettamente comprensibile ai suoi utenti: vi è una competenza semiotica urbana che consiste nel conoscere e utilizzare  le regole del gioco per i propri scopi. Abitare, passeggiare, fare la spesa, parcheggiare ecc. è anzitutto una prestazione semiotica, richiede cioè di decifrare il testo urbano alla ricerca di segnali di pericolo, di possibilità, di proibizione, di godimento, convenienza ecc. E' una competenza morfologica, consiste cioè nel riconoscere forme e nell’attribuire loro un senso connesso alle pratiche del quotidiano. Grazie ad essa noi riconosciamo - in una città che ci sia nuova ma rientri nella nostra stessa cultura urbana - chiese e fabbriche, scuole, case e stazioni, parchi e monumenti.
Il testo urbano è legato anche a un metalinguaggio verbale che nomina i suoi elementi: le strade con un nome, le case con un numero, i monumenti con nomi indipendenti dal contesto e dipendenti dalla funzione ("Palazzo reale", "Castello", "Duomo" ecc.).
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