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EGITTO

La bandiera egiziana sembra voler parlare dei continui tumulti e vicissitudini politiche che ne hanno segnato la storia. E' passata attraverso varie versioni, l'ultima adottata nel 1984. La banda rossa fa riferimento al periodo storico antecedente la rivoluzione in cui re Farouk, durante le lotte per l' occupazione britannica, venne deposto e il potere assunto dall'esercito. Il bianco simboleggia la rivoluzione del 1952 quando la monarchia terminò senza spargimenti di sangue, accompagnata dalla speranza in un radioso futuro. Il nero simboleggia la fine dell'oppressione sul popolo da parte della stessa monarchia egiziana e del colonialismo britannico. I tre colori ricorrono nelle bandiere che si rifanno al panarabismo (Yemen, Siria Iraq).
Al centro della banda bianca campeggia l'aquila di Saladino (primo sultano della dinastia Ayubid) simbolo di potere, bellezza e intelligenza, recante una pergamena con scritto, in arabo, "Repubblica araba d'Egitto" e uno scudo che richiama i colori della bandiera.
Secondo una moderna concezione romantica e nazionalista, il rosso rappresenterebbe il deserto, il bianco la dinastia dei faraoni e il nero la valle del Nilo e il popolo.
Gli sviluppi degli attuali drammi in Egitto ci consegneranno forse una nuova bandiera?

 
 

CIPRO
 
E' una bandiera "giovane", adottata nel 1960 dopo l'indipendenza insieme alla costituzione del nuovo Stato. Sullo sfondo bianco, simbolo di pace universale, campeggia la sagoma dell'isola in color rame, una delle sue principali risorse. In basso due ramoscelli d'ulivo, altro auspicio di pace riferito alla storica conflittuale convivenza tra la fazione turca e quella greca: la Costituzione cipriota vieta espressamente la presenza dei colori blu (Grecia) e rosso (Turchia), nonché quella di una croce (Grecia) o di una mezzaluna (Turchia).
Nonostante il design neutro, la bandiera è spesso usata solo dai greco-ciprioti: dopo l'invasione turca, i turco-ciprioti usano la bandiera di Cipro-Nord.
La bandiera di Cipro si sforza dunque di parlare in nome dell'unità e della pace, speriamo che le lobbies bancario-europeiste non riescano a stravolgerne il linguaggio.

 
 
 
 

 

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