Poi lentamente ho capito che non solo non ero libero, ma non lo erano nemmeno i miei fratelli e sorelle (...) E' stato allora che sono entrato nell'African National Congress, e la mia sete di libertà personale si è trasformata nella sete più grande di libertà per la mia gente. Il desiderio di riscatto della mia gente (...) ha sempre animato la mia vita, ha trasformato un ragazzo impaurito in un uomo coraggioso, un avvocato rispettoso delle leggi in un ricercato, un marito devoto alla famiglia in un uomo senza casa, una persona amante della vita in un eremita (...)
E' stato in quei lunghi anni di solitudine che la sete di libertà per la mia gente è diventata sete di libertà per tutto il popolo, bianco o nero che sia. Sapevo che l'oppressore era schiavo quanto l'oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell'odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L'oppressore e l'oppresso sono entrambi derubati della loro umanità. Da quando sono uscito dal carcere, è stata questa la mia missione: affrancare l'oppresso e l'oppressore(...) Non abbiamo compiuto l'ultimo passo del nostro cammino, ma solo il primo su una strada che sarà ancora più lunga e difficile; perché la libertà non è spezzare soltanto le proprie catene, ma anche vivere in modo da rispettare e accrescere la libertà altrui.
Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via(...)
Ora mi sono fermato un istante per riposare, per volgere lo sguardo allo splendido panorama che mi circonda (...) ma posso riposare solo qualche attimo, perché assieme alla libertà vengono le responsabilità, e io non oso trattenermi ancora: il mio lungo cammino non è ancora alla fine.
Nelson Mandela: "Lungo cammino verso la libertà"
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