FAHRENHEIT CLUB



LA VITA E' TEATRO, LA LETTERATURA E' IL SUO PALCOSCENICO
 Fondato nel 2007 da un' idea di Valentino Picchi e Al Sabbarese

 
 
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sara` questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, ne' nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi, va in molte citta` egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
(K.Kavafis, "Odissea")
Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire: amare. Mi infastidiva l'uso. In prima media lo studio della grammatica latina l'adoperava per esempio di prima coniugazione, con l'infinito in -are. Recitavamo tempi e modi dell'amare latino.
Era un dolciume obbligatorio per me indifferente alla pasticceria. Più di tutto mi irritava l'imperativo: ama.
Al culmine del verbo gli adulti si sposavano, oppure si ammazzavano.
(Erri de Luca,"I Pesci non chiudono gli occhi")
Quando vollero sapere che cosa desiderava che suonaressero, il signor Frezer chiese "La Cucaracha", che ha tutta la sinistra e incalzante leggerezza di tante delle ariette alle note delle quali gli uomini sono andati a morire...
...il signor Frazer continuò a riflettere. Di solito evitava il più possibile di farlo, tranne quando scriveva, ma ora stava pensando ai tre messicani che suonavano e a quello che aveva detto il piccoletto. La religione è l'oppio del popolo. Ci credeva, quel piccolo oste dispeptico...
...E ora l' economia è l' oppio del popolo; insieme al patriottismo, che è l' oppio del popolo in Italia e in Germania. E i rapporti sessuali? Erano un oppio del popolo? Di qualcuno in mezo al popolo...
... Ma il bere era un sovrano oppio del popolo, oh, un oppio straordinario. Anche se qualcuno preferisce la radio, altro oppio del popolo...
Insieme a tutto questo c' era il gioco, oppio del popolo quant' altri mai, uno dei più antichi. L' ambizione era un altro, un oppio del popolo, insieme alla fede in ogni nuova forma di governo. La libertà, quello in cui credevamo noi, era adesso la testata di una pubblicazione di Mac Fadden. Noi credevamo nella libertà, anche se non le avevano ancora trovato un nome nuovo. Ma qual era quello vero? Qual era il vero, reale oppio del popolo? Il signor Frazer lo conosceva benissimo. Si trovava, appena girato l'angolo, in quella parte bene illuminata della sua mente che c'era, la sera, dopo due bicchieri o più...
"Le piace?" disse il messicano sulla porta.
"Moltissimo."
"E' una canzone storica" disse il messicano. "E' l' inno della rivoluzione."
"Senta" disse il signor Frazer. "Perchè si dovrebbe operare la gente senza anestesia?"
"Non capisco."
"Perchè non tutti gli oppi del popolo sono buoni? Cosa vuole farne, lei, del popolo?"
"Il popolo dovrebbe essere salvato dall' ignoranza."
"Non dica sciocchezze. L' istruzione è l' oppio del popolo, dovrebbe saperlo."
"Lei non crede nell' istruzione?"
"No" disse il signor Frazer. "Nella conoscenza, sì... Suonate un' altra volta La Cucaracha, è meglio della radio."
La rivoluzione, pensava il signor Frazer, non è oppio. La rivoluzione è una catarsi; un' estasi che può essere prolungata solo dalla tirannia. Gli oppi sono per prima e per dopo. Pensava bene, un pò troppo bene.
Tra poco ormai se ne sarebbero andati, pensava, e avrebbero portato via con sè "La Cucaracha". Allora lui avrebbe bevuto un goccetto dell' "ammazzagiganti" e avrebbe acceso la radio, la si poteva tenere accesa in modo tale da sentirla appena. (Ernest Hemingway, "I quarantanove racconti")

Niente regali, e soprattutto una bella ferita che mi è servita per riflettere, capire meglio e inquadrare la vita che stavo facendo. Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola." (Nicolai Lilin, "Educazione Siberiana")


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