GENIOCITY


a cura di Cristina 

1.La semiotica dello spazio

La semiotica, nota come scienza che studia i segni verbali e non verbali, si impone a partire dagli anni Sessanta come disciplina matura e indipendente, in grado di dialogare con altre tradizionalmente dedite allo studio della città e dei suoi fenomeni: l’architettura, l’urbanistica, ma anche la sociologia, la geografia, ecc. Ciò che si propone la semiotica urbana è di analizzare la città e più precisamente lo spazio urbano e i legami che quest’ultimo ha con la società che lo abita. I temi affrontati dalla semiotica urbana pongono così la problematica della città e della definizione di un’epoca che trova il suo senso nella creazione di un universo umano opposto al caos dell’ambiente naturale. La città genera continuamente nuove strutture e nuovi testi. In ciò essa è un generatore di discorso sul senso, o sull’assenza di senso dell’esistenza umana.

2.Le tre forme dello spazio

Primo tipo: lo spazio reale e fisico che ci circonda e ci sorregge. E’ lo spazio che permette la manifestazione delle nostre azioni, ma anche dei nostri pensieri e dei nostri desideri. Se lo spazio fisico è anche lo spazio nel quale si appalesano i nostri pensieri e i nostri desideri, allora lo spazio fisico non è mai solamente fisico. Esso è la condizione di esercizio delle nostre idee e dei nostri pensieri, delle nostre immaginazioni e dei nostri sentimenti, delle nostre identità e dei nostri progetti. Si mescola con essi. E’ perciò uno spazio che continuamente produce senso.
Secondo tipo: lo spazio interno. E’ lo spazio nel quale noi ci ripieghiamo e ci ritroviamo, dove albergano i nostri pensieri e le nostre riflessioni. Anche lo spazio interno dispone di una propria geografia: una geografia interna, quella legata al cuore e alle emozioni, e una geografia esterna legata al comportamento,alla esternalizzazione di un sentimento. L’esistenza di una geografia interna e di una esterna dello spazio interno ci indica che quest’ultimo non è solo ed esclusivamente uno spazio psichico. Lo spazio interno è lo spazio delle nostre riflessioni, del nostro pensiero e delle nostre argomentazioni. Ma è anche lo spazio che si costituisce da quello esterno. Ciò avviene perché io non ho alcuna conoscenza di me stesso, conoscenza interna quindi, che non derivi da ciò che sta fuori di me, cioè dalla conoscenza esterna. Lo spazio interno deriva da quello esterno. Il proprio sentire intimo deriva dal commercio con il mondo fisico intorno, con lo spazio fisico che ci circonda.
Terzo tipo: lo spazio virtuale prodotto dalla digitalizzazione del mondo e delle conoscenze. Si tratta di non-spazio. Lo spazio virtuale è quello spazio che ci manda oltre il senso del luogo, e oltre lo spazio fisico, ma anche al di là dello spazio interno.

3.Personalità metropolitana

E’ importante soffermarsi su come le nuove forme dell’organizzazione dello spazio contribuiscono a determinare una nuova “personalità” metropolitana. La forma dell’organizzazione dello spazio influenza la personalità dell’abitante di tale spazio, dato che lo “costringe” a specifici comportamenti. Bisogna, tuttavia, osservare che gli abitanti di un luogo influenzano a loro volta la stessa organizzazione dello spazio. In sostanza ci si trova di fronte a una tendenza nell’organizzazione dello spazio volta a configurare una nuova città in cui i soggetti che vi abitano accumulano e sommano esperienze diverse e, contemporaneamente, a configurare una nuova personalità, diversa dalla personalità metropolitana e dalla personalità di comunità. Sia la nuova forma della città sia la nuova personalità sono il risultato di una trasformazione del contesto economico, sociale, culturale e tecnologico. In altre parole la modifica di contesto ha fatto emergere sia una nuova organizzazione dello spazio, sia una nuova condizione (economica, sociale, culturale e, forse, psicologica) per gli individui.
Secondo la definizione di Francesco Indovina la città è una “nicchia ecologica”: così come ogni specie ha necessità di una “nicchia ecologica”, la città può essere considerata “nicchia ecologica” della specie umana. Con “nicchia ecologica” si intende quel particolare ambiente all’interno del quale una determinata specie (animale o vegetale) trova le condizioni per il proprio sviluppo ed evoluzione. La nicchia è un ambiente che presenta ostacoli e per questo stimola la sopravvivenza. E’ solo quando tali ostacoli si presentino insuperabili che quel determinato ambiente costituisce la tomba per quella determinata specie. E’ possibile affermare che la città possa essere considerata la “nicchia ecologica” della specie umana, il luogo cioè, dove questa ultima ha progredito. In sostanza si può rilevare l’esistenza di un permanente bisogno di città: chi, in generale, è stato partecipe di un’esperienza urbana, di essa non può più fare a meno, mentre quanti ancora sono privati di tale esperienza a essa tendono.

 

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